XIV Domenica del Tempo Ordinario

XVI domenica del tempo ordinario

Domenica 7 luglio 2019

Prima lettura: Is 66, 10-14      Salmo: Sal 65      Seconda lettura: Gal 6, 14-18          Vangelo: Lc 10, 1-12. 17-20

 

 

10,1Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Il brano di oggi è esclusivo di Luca.

DOPO QUESTI FATTI=quali sono questi fatti? Basta guardare un po’ prima: nel vangelo precedente, quello di domenica scorsa, Gesù chiama alcuni e alcuni vogliono seguire Gesù. Lo desiderano ma non sono pronti: non sono disposti, cioè, a lasciare con la tradizione, con la famiglia, con il passato, con il giudizio degli altri. E se non sei disposto a questo, non puoi seguirlo.

Prima di questo vangelo c’è l’episodio dove gli Apostoli vogliono “bruciare”, eliminare, i samaritani: non hanno capito niente di Gesù. Lui non è come il Dio dell’A.T. che elimina, punisce e castiga. Lui porta un messaggio: se lo vuoi, lo accogli. Se no, pazienza, un’occasione per te e Lui se ne va altrove. In ogni caso Lui non se la prende, non ti colpevolizza, non ti punisce ma continua ad amarti.

Questi sono i fatti che precedono: allora ciò che succede qui è in risposta a quello che è appena successo: 1. non tutti possono seguire Gesù; 2. gli Apostoli non possono andare a predicare perché non hanno ancora capito chi Lui è.

SIGNORE=è titolo con il quale nella comunità si chiama il Gesù risorto.

SETTANTADUE=ma non ne aveva già Dodici? A che gli servono questi 72? Questi 72 non sono gli Apostoli, sono degli altri. E perché gli Apostoli no? Perché abbiamo appena visto che disastro avevano fatto (Lc 9,51-56).

Dodici è il numero che riguarda le tribù d’Israele. Dodici è il nuovo popolo, solo che gli Apostoli non sono ancora diventati “nuovi” ma sono rimasti “vecchi”.  Settantadue, invece, sono i popoli pagani secondo la Genesi (Gen 10): quindi quelli che Gesù manda qui, non sono gli Apostoli, ma i pagani, i Samaritani.

Questo è molto interessante perché i missionari di Gesù non sono quelli che vanno alla sua scuola, come gli apostoli che lo accompagnavano tutti i giorni, ma coloro che accolgono il suo messaggio. I Samaritani sono dei pagani, non conoscono Dio, eppure sono buoni missionari per Gesù. Perché? Perché sono liberi, non sono cioè infarciti di regole e pregiudizi religiosi (“questo è buono… quello è cattivo… questo è peccato… questo è in grazia…”). Tu puoi essere prete, suora, pregare tanto, essere andato a fare teologia, ma se non lo hai accolto nel tuo cuore, tu non lo conosci e Gesù non sa che farsene di te (e, infatti, gli Apostoli non li manda più!).

E LI INVIO’=”inviò” è apostello: ecco i veri apostoli, non i Dodici, ma coloro che Gesù ce l’hanno nel cuore. Non sono i titoli che ti fanno ministro di Dio ma se il tuo cuore è casa di Dio.

AVANTI A SE’=lett. “avanti al suo volto”. Se tu accogli i messaggeri di Gesù, tu accogli Gesù.

A DUE A DUE= in due si è una piccola comunità (ed è un modo per non essere o sentirsi da soli), ma soprattutto perché il numero due era quello indispensabile per essere testimoni. Quindi, il fatto che siano in due, indica che questi sono i veri testimoni di Gesù (e sono pagani!).

 

2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

LA MESSE È ABBONDANTE=Gesù annuncia il vangelo, e se tu annunci il vangelo, la gente, ma veramente tanta gente, dice: “Questo Dio dell’Amore, questo sì che lo riconosco! Questo è il Dio che cercavo! Questo è il Dio che il mio cuore già presagiva!”.

Se le chiese non sono piene e se il Vangelo è diventato un optional, qualcosa di indifferente, dovremo chiederci cosa stiamo annunciando. Stiamo annunciando il Vangelo di Gesù o qualcos’altro? Perché Lui ci ha garantito che la messe è abbondante.

 

Anni fa si è ucciso e ha sterminato la sua famiglia un giocatore di wrestling Chris Benoit: cosa gli mancava? Aveva soldi, una bella donna, una famiglia… eppure!

Guardatevi attorno: tutti si lamentano, tutti sono arrabbiati, tutti sono nervosi. Eppure abbiamo ben di più dei nostri nonni; e sì che mai come oggi possiamo permetterci vacanze, divertimenti, cibo e tanto altro.

Se uno ci chiedesse cosa ti manca, non potremmo che rispondere: “Niente”.

Ma è proprio vero? Non è che abbiamo tutto e, invece, ci manca la voglia di vivere… il gusto del vivere, un motivo vero e forte per vivere?

 

MA SONO POCHI GLI OPERAI=qui nei secoli abbiamo tradotto (oggi poi con i pochi preti che ci sono!!!): “Ci sono pochi preti; ci sono poche suore; ci sono pochi catechisti: preghiamo tutti insieme che Dio ne mandi degli altri”.

Ma chi sono gli operai della messe? Sono quelli che lavorano alla messe, cioè al vangelo di Gesù.

Allora cosa si vuol dire qui: “Sono pochi quelli che annunciano il mio vangelo. Molti possono anche parlare di me, ma annunciare il mio Vangelo è un’altra cosa. Per questo non c’è raccolto: perché i miei “veri” operai sono pochi!”.

PREGATE IL SIGNORE DELLA MESSE PERCHE’ MANDI OPERAI NELLA SUA MESSE=non è che dobbiamo pregare Dio così Lui forza la volontà di qualcuno e qualcuno ci va.

E’ un augurio, lo diciamo anche noi: “Come è andato l’esame?”, “Preghiamo Dio che mi sia andato bene”. Se hai studiato ti è andato bene, Dio non c’entra tanto.

Allora qui ci si augura che siano molti quelli disponibili nel cuore per annunciare il vero Vangelo.

 

3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi;

ANDATE=Gesù ci invia a contagiare il mondo, a infestare il mondo con il suo messaggio: “Io ho qualcosa di grande: vuoi vivere anche tu con questa libertà? Vuoi sentirti così vivo? Vuoi questa gioia dentro?”.

La fede è andare, non convertire. Non c’è nessuno da convertire o da cambiare, la fede è una proposta, una possibilità. La fede è debole, non si im-pone ma si pro-pone. I guerrieri di Dio sono indifesi e l’unica arma che hanno è l’amore, che è il potere senza potere.

Gesù prima dice: “Pregate” ma poi, subito dopo dice: “Andate”, cioè: “Vai tu”. La gente si ferma alla prima parola: “Fa che succeda qualcosa; manda qualcuno”. Sulla seconda si tira indietro!

In giro si fa un gran parlare di responsabilità, che bisogna essere responsabili, ecc. Responsabilità, respondeo=rispondere: c’è una chiamata (vocatus, vocazione) e c’è la risposta. Si diventa grandi, adulti, quando alla chiamata della vita si risponde di sì: questa è la responsabilità. Il bambino delega alla mamma; l’adulto si fa coinvolgere. Il rompipalle chiama in causa gli altri.

Ti lamenti perché la politica fa schifo? Rispondi tu, in prima persona, lasciati coinvolgere. Ti lamenti perché in parrocchia si potrebbe fare di più: rispondi in prima persona: “Eccomi”. Ti lamenti perché a scuola le cose non vanno bene. Coinvolgiti tu: diventa rappresentante di classe. Ti lamenti perché le cose non vanno come dovrebbero: vieni avanti! Cosa fai tu? Vuoi un mondo migliore?: benissimo, datti da fare!

La vita ti interpella, ha bisogno di te. Dio ti ha chiamato all’esistenza (se c’è una chiamata ci si aspetta una risposta) perché tu gli possa rispondere. Dio ti ha visto e ha detto: “Tu! Ho bisogno di te!”. Che farai?

 

Quando nacque Gesù tutti i pastori vollero andare a trovarlo. Ma a chi avrebbero lasciato le pecore finché andavano a vedere Gesù? Qualcuno doveva rimanere lì. Così decisero di fare così: chi aveva il dono più leggero per Gesù sarebbe rimasto con le pecore.

Il primo portò sulla bilancia un’anfora di latte e del formaggio. Il secondo di più: una cesta di mele. Il terzo di più: un fascio di rami che sarebbero serviti per riscaldare con il fuoco la stalla. L’ultimo pastore non possedeva nulla. Allora si mise lui sulla bilancia… e pesava più di tutti.

Dio non sa che farsene delle tue cose, delle tue preghiere, dei tuoi omaggi e dei tuoi fioretti. Dio vuole te.

La tua fidanzata vuole il tuo amore, non sa che farsene dei tuoi regali, dei tuoi fiori, dei tuoi biglietti, delle tue telefonate, dei tuoi messaggi, se tu non la ami. Lei vuole te, non le tue cose.

 

ECCO=sorpresa! C’è una diversità da come finora hanno sempre fatto tutti i profeti che dicevano (pensiamo al Battista): “Convertiti perché altrimenti…”.

AGNELLI IN MEZZO A LUPI=voi non fate come gli altri che impongono (“fanno venire il fuoco dal cielo”), colpevolizzano, giudicano, ti fanno paura, ti intimoriscono. I lupi fanno così. E faranno così anche con voi!

Il vostro messaggio è come quello di un “agnello”: è una proposta, una possibilità, una libera scelta: “Se vuoi… guarda puoi vivere così, ti va?… ti fa vivere con questa vibrazione? Ti va di vivere così vivo? C’è la possibilità, vuoi?”. Se non accettano la vostra proposta… pazienza!

Non pensiate che tutto sarà semplice. Non lo sarà. Sarà come un agnello che va incontro ai lupi.

Padre Zanotelli, tanti anni fa, veniva allontanato dalla direzione del giornale dei comboniani Nigrizia sotto le tremende pressioni del cardinale Tomko, prefetto del dicastero vaticano per l’evangelizzazione dei popoli, perché denunciava il traffico d’armi dove l’Italia era in prima linea. E il governo (Spadolini, Andreotti e Craxi, ecc.) ne vollero la testa.

Leonardo Boff, poeta di Dio, dal cuore grande come il mondo, accusato e allontanato peggio di un eretico. Jon Sobrino: censurato perché la sua teologia è troppo aperta e non in linea.

Se fate cene, sagre, andate a mangiare e a bere nelle case, se non vi esponete troppo, se cercate di accomodare tutto, allora sarete anche accettati. Ma portate il vangelo e vi ritroverete in mezzo a lupi rapaci. Se non puoi accettare di perdere la faccia, se non puoi accettare la calunnia, la maldicenza, l’accusa gratuita, il giudizio nascosto e dietro le spalle, lascia stare. E’ sempre stato così, sappilo, preparati. Ma va bene così. Perché allora emerge la vera motivazione che ti spinge dentro: perché lo faccio? Se hai motivazioni false, deboli, povere ti dici: “Ma chi me lo fa fare?”, e lasci stare. Solo se hai motivazioni forti, se hai il fuoco nell’anima e la passione nel cuore, vai avanti per la tua strada.

 

4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

NON PORTATE BORSA, SACCA, SANDALI=la borsa, la sacca (dei soldi) e i sandali (la gente comune girava a piedi nudi) erano gli oggetti dei ricchi. Sono le sicurezze dell’uomo. Ma il Vangelo non dà sicurezza, dà vitalità. Chi vi garantisce che la gente vi crederà? Nessuno! Chi garantisce che, anzi, non se la prendano con voi? Nessuno! Non ci sono garanzie.

NON FERMATEVI A SALUTARE NESSUNO LUNGO LA STRADA=non indica che bisogna essere scontrosi e tirare via dritto senza vedere chi incontriamo per strada. Lo diciamo anche noi: “Sono andato a salutare Pietro”, cioè sono andato non tanto a salutarlo ma a bere un caffè, a chiacchierare, a passare un po’ di tempo con lui. Tant’è vero che poi nel versetto successivo si dice di salutare – eccome – la gente: “Shalom a questa casa” (Lc 10,5). Quindi, salutare la gente lungo la strada indicava prepararsi prima dove dormire, da chi andare, avere, insomma, ancora, garanzie, certezze e punti fermi.

Inoltre, il saluto orientale era tipicamente interminabile. Quindi qui si dice: “Non perdete tempo in cose inutili. Avete un compito (annuncio del Vangelo), fate solo quello e non disperdetevi in altro”.

Gesù invita i suoi missionari ad aver fede: “Non siate preoccupati, angustiati dal risultato o dall’accoglienza. Se predicate il vero Vangelo la troverete di sicuro. State tranquilli!”.

Se tu nella tua vita devi: non deludere tuo padre e tua madre che tanto hanno fatto per te; non deludere i tuoi superiori che hanno tante aspettative su di te; e non perdere mai la faccia; e accontentare tutti; e difendere gli interessi patrimoniali della tua famiglia; e essere sempre composto nelle parole, senza “mai scaldarti tanto”, ma tenere sempre il self-control; e poi devi tenere presente che la tua famiglia è sempre stata di quella linea politica: ma dove vuoi andare?

 

Un giorno Aristippo filosofo di corte (amante della ricchezza) incontrò Diogene (che viveva dentro ad una botte) ad un asta di cose preziose e gli disse: “Non pensavo proprio di trovarti anche tu qui!”. “E invece sono molto interessato ad essere qui. Sono venuto a vedere tutto quello che non mi serve!”.

Sii libero e leggero: solo così potrai viaggiare per la tua strada. Mentre l’economia è l’arte di avere più che si può, la spiritualità è l’arte dell’avere meno che si può.

 

5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”.

IN QUALUNQUE CASA ENTRIATE=vogliate la felicità per tutti (“qualunque”!).

PACE A QUESTA CASA=shalom vuol dire benessere, pienezza, vita vera e piena, felicità.

Ecco cos’è il Vangelo: felicità (shalom), vita vera e piena.

E’ interessante perché Gesù non manda a chiedere (soldi), a convertire (chiedere pentimento), a cambiare (chiedere di essere diversi). Gesù manda per dare e per portare qualcosa. Il Vangelo è un messaggio di Dio verso l’uomo: nella fede è Dio che dà. Dio non ti chiede nulla.

 

6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.

SE VI SARA’ UN FIGLIO DELLA PACE…=è semplice. Voi portate un messaggio: “Puoi vivere in maniera piena, ricca e felice. Ti va?”. Se qualcuno la accetta (essere figli nella cultura ebraica indica vivere come quella persona, assomigliare, prima che la discendenza genealogica) bene, vivrà così, altrimenti pazienza: voi continuerete a vivere la vostra felicità evangelica e lui no (ritornerà a voi)”.

Siate rispettosi e non imponete niente a nessuno. Se in una casa vi accolgono, bene, entrate e portate il vostro annuncio. Se non vi accolgono, bene lo stesso, hanno fatto la loro scelta, non prendetevela, non fatene una questione personale e non sentitevi rifiutati. Mica rifiutano voi: rifiutano me! In ogni caso, rispettate la scelta.

 

Rispetto dal latino respicio, vuol dire guardare indietro. Il rispetto è come camminare in montagna: ogni tanto ti volti indietro per vedere se i tuoi compagni ci sono, se sono in difficoltà e se non li vedi, li aspetti.

Rispettare = tenere in considerazione l’altro con le sue esigenze che possono essere diverse dalle mie.

Rispetto è non fare violenza.

Un uomo viene a parlare e dice: “Padre l’ho fatta grossa!”. E’ in agitazione, è chiaro che vorrebbe dirlo per liberarsene ma è anche chiaro che ha paura del mio giudizio. Allora io lo rispetto: non cerco di estorcergli cosa ha fatto. Se lo vorrà me lo dirà. “A tua madre devi dire tutto!; non si tiene nascosto niente ai tuoi genitori; se hai paura di dirlo vuol dire che sei in difetto!”.

Una ragazza finisce la maturità: è brava, intelligente e brillante. Ha tutte le carte per andare all’università e per fare bene. Ma lei vuole andare a lavorare. Rispettare è accettare una scelta contraria alla mia, che a me pare non oculata, ma è la sua scelta.

Rispetto è accettare le scelte dell’altro, anche se non sono in conformità con le mie.

Rispetto è far sì che tutto ciò che vive, viva. Rispettare è accettare che ci sei anche tu.

Il sole, le piante, l’erba, l’acqua, gli animali, sono creature del mondo e di Dio: rispettali. Abbandonare un cane perché ci sono le vacanze è grave mancanza di rispetto. Picchiare un animale, pure. Gettare le carte delle sigarette o gli scontrini per terra o peggio ancora buttare le immondizie in giro… Tutto ciò che esiste merita di esserci e di essere rispettato per il fatto che esiste.

Quando parli (se ti rispetto) ti ascolto. Quando parli (se ti rispetto) non ti interrompo.

Quando parli (se ti rispetto) ti lascio dire tutto ciò che stai per dire e non ti prendo in giro.

Quando parli (se ti rispetto) non penso che sei un deficiente che non capisce niente.

Quando parli (se ti rispetto) non penso che non mi capisci o che non sei neppure capace di spiegarti.

Quando parli (se ti rispetto) non voglio avere ragione io a tutti i costi.

Quando parli (se ti rispetto) non “te la giro” perché io la “so più lunga di te”.

Quando parli (se ti rispetto) non mi metto a ridere se sbagli una parola, se arrossisci o se sei balbuziente.

Quando parli (se ti rispetto) non ti giudico come un cattivo cristiano ma cerco di sentire il tuo cuore.

C’è un padre che quando parla con i suoi figli nessuno deve rispondergli o dire qualcosa. E se qualcuno lo fa, gli dice: “Porta rispetto a tuo padre!”.

Bisognerebbe dirgli: “Porta rispetto ai tuoi figli”.

 

7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.

RESTATE IN QUELLA CASA MANGIANDO E BEVENDO=perché qui si accenna al fatto di magiare e di bere? Nel mondo ebraico e anche quello Samaritano si stava attenti a non mangiare nulla e a non toccare nulla che fosse classificato come ‘impuro’; per questo non si andava nelle case dei pagani che erano impure.

Ma Gesù dice: “Non abbiate di questi scrupoli”. Gesù lo aveva già detto (Mc 7,17-23): “Non è quello che entra ma quello che esce che rende impuro l’uomo. Cioè: non ci sono cose, azioni impure, se il tuo cuore non ci mette malizia, giudizio o cattiveria”.

In Atti 10,28 Pietro dice: “Voi sapete che a un Giudeo non è lecito aver contatti o recarsi da stranieri; ma Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo”. Sentite la meraviglia, l’altezza di queste parole: “Nessun uomo è indegno di Dio. Nessuno!”. E in quell’episodio Pietro, senza farsi troppi problemi va da un pagano, un certo Cornelio con cui ha un incontro meraviglioso.

PERCHÉ CHI LAVORA HA DIRITTO ALLA SUA RICOMPENSA=come chi lavora ha diritto alla sua ricompensa, così non vi è puro o impuro se vi è l’amore.

NON PASSATE DI CASA IN CASA=cioè, non fate gli schizzinosi, i difficili per motivi religiosi: “Questi sono peccatori, separati; da questi non vado perché non li ho mai visti in chiesa; questi sono lontani da Dio; questi è meglio evitarli se no sai cosa dice la gente!”.

 

8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto,

MANGIATE DI QUELLO CHE VI SARA’ OFFERTO=Gesù ancora insiste sul non farsi problemi religiosi (puro-impuro, peccatori-non peccatori; questo si può-questo non si può!).

 

9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.

GUARITE=lett. è therapeuo, cioè “curate” e non guarite. E come avviene la cura? Avviene dicendo: “E’ vicino il regno di Dio”.

La gente vive male (è malata) ma chi ha il cuore disponibile, accogliente (e infatti vi accolgono) è veramente vicina al regno di Dio, a vivere così, in maniera piena, vitale, vibrante, entusiasmante.

Allora la cura è dire a chi già vive così: “Dai, che ci sei! E’ proprio vicina una vita piena!”. Questo ci ricorda che l’accoglienza del regno di Dio, cioè di Gesù ha dei presupposti: accettare di essere vivi e vitali e accettare di mettersi in gioco. Se accetti questi presupposti allora può accadere. Altrimenti no.

Un matto parla con il suo psichiatra. Il suo psichiatra gli dice, tra un discorso e l’altro: “Tu credi in Dio?”. E il matto: “Sì, è quella cosa che mi ha fatto diventar così”.

Chi crede in Dio, agli occhi della gente comune, sembra un matto, un pazzo, un folle.

La gente comune non lo può capire, perché gli sembra un esaltato, uno “fuori”. Se sapessero che potrebbero vivere anche loro così.

Diceva Sant’Antonio Abate: “Quando tutti saranno pazzi al vedere uno sano gli diranno: “Tu sei pazzo””. Ecco noi abbiamo scambiato la normalità per pazzia (la vita evangelica: vibrazione, fuoco, gioia pura e immensa, vitalità piena e massima, esplosione di energia e di creatività, amore, passione), quando questa pazzia, invece, dovrebbe essere la normalità.

 

10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11“Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”.

MA QUANDO ENTRERETE IN UNA CITTA’ E NON VI ACCOGLIERANNO=nessun problema, non perdete tempo, andate altrove e non fatene una questione personale.

ANCHE LA POLVERE DELLA VOSTRA CITTA’…=vi abbiamo portato un messaggio non l’avete accolto, è vostra responsabilità la scelta che avete fatto. Volete vivere così? Vivete così! Volete continuare a stare male, a credere nel Dio che giudica e punisce? Credetegli, è una vostra scelta.

SAPPIATE PERO’ CHE IL REGNO DI DIO E’ VICINO=bellissimo! Non c’è nessun affronto personale. Gesù lascia sempre aperta un’altra possibilità: “Sì adesso mi avete rifiutato… Ma comunque c’è sempre per voi la possibilità di vivere così… la cosa è molto vicina, è possibile. Se lo vuoi, si può!”.

 

17I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

I 72 TORNARONO PIENI DI GIOIA=e da cosa è dettata la gioia? Dal fatto che gli uomini diventano LIBERI: si liberano dal demonio della paura, del giudizio degli altri, della paura di scegliere, della paura di osare, di andare, di essere se stessi, di essere veri e trasparenti.

E che c’è di più grande che vedere tutto questo? Cos’è che dà più gioia nel vedere che uno torna ad essere se stesso, quello che magari mai è stato? Che c’è di più grande di vedere la Vita vivere?

 

18Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.

VEDEVO SATANA CADERE DAL CIELO COME UNA FOLGORE=per capire questa immagine bisogna leggere il libro di Giobbe.

Lì, Dio riceve i suoi figlioli e fra questi c’è anche il satana. Satana è un “figlio” di Dio nell’A.T.. Era l’ispettore generale di Dio, quello che curava i suoi interessi e il suo compito era sorvegliare gli uomini, e poi accusarli presso Dio per poi infliggere loro la pena per i loro peccati.

Ebbene, con l’annunzio dei Settantadue: la Buona Notizia ha avuto successo. E qual è la Buona Notizia? La Buona Notizia è che Dio non è buono, ma è esclusivamente buono; il Dio di Gesù non è il Dio della religione che premia i buoni e castiga i malvagi, ma a tutti comunica amore.

Allora il ruolo del Satana è finito; è inutile che accusi presso Dio perché egli ama tutti quanti, indipendentemente dal loro comportamento, comunica il suo amore. Gesù lo aveva detto: “Perché il Padre è buono verso gli ingrati e i malvagi (Lc 6,35)”.

Allora Satana viene cacciato dal cielo, il suo ruolo è terminato. L’Apocalisse dirà: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato (dal cielo perché quella era per loro la sua dimora) l’accusatore dei nostri fratelli (eccoli qui il satana!), colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte (questa era nell’A.T. la sua funzione)” (Ap 12,10).

 

19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.

VI HO DATO IL POTERE DI CAMMINARE SOPRA SERPENTI E SCORPIONI=meglio che non ci proviate!!! E’ un modo di dire!

Serpenti e scorpioni sono animali pericolosi. Allora qui Gesù dice: “Nulla vi potrà danneggiare. Sarete in grado di affrontare ogni cosa, anche quelle pericolose.  “Prendi in mano ciò che ti fa paura (serpente)””. Il serpente ti fa scappare: Gesù, invece, vuole che affrontiamo ciò che ci fa paura.

Una donna è sempre stata picchiata e svalorizzato da un padre brutale. Adesso anche lei, ogni tanto, scatta e picchia le sue di figlie. Ma si vergogna di parlarne; si sente un mostro; si sente un verme. Prendere in mano i serpenti, è avere il coraggio di parlarne, anche se fa piangere, anche se fa paura, anche se sembra che parlare di questo ci faccia morire.

Un’altra donna si è resa conto che ha sposato suo marito solo per uscire di casa e dalla sua famiglia. Così, dopo due anni di matrimonio, si è accorta che non è più felice: uscita è uscita… e adesso? Ma ha una paura tremenda a parlarne. Gesù ti dice: “Affronta la situazione!”.

In una famiglia il figlio di 8 anni, non si sa perché, all’improvviso, è tornato a farsi la pipì a letto durante la notte. “Passerà! Non è niente!”: prendiamo in mano la questione. C’è qualcosa che non vediamo, che è da prendere in mano, sta accadendo qualcosa che non sappiamo.

 

20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

NON RALLEGRATEVI PERÒ PERCHÉ I DEMÒNI SI SOTTOMETTONO A VOI=non rallegratevi tanto per i vostri successi. Non è questo che conta!

RALLEGRATEVI PIUTTOSTO PERCHÉ I VOSTRI NOMI SONO SCRITTI NEI CIELI=il cielo è un modo per dire: “Dio” (cfr. “Padre nostro che sei nei cieli”). Allora non è che in cielo ci sia un libro con scritti tutti i nostri nomi. Vuol dire che tutti siamo amati da Lui.

Questa è la vera e unica forza: i successi passano, le glorie del mondo pure, chi oggi ti osanna domani magari ti attacca, ma il suo amore rimane fedele oggi, domani e per sempre.

 

Pensiero della settimana

Se non accolgono la tua gioia non ti offendere:

tu rimani nella tua gioia e lascia gli altri liberi di decidere per la loro vita.

Forse, un giorno, vedendoti così felice, si ricrederanno.

 

 

 

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